domenica 13 agosto 2017

Scrivere è

Scrivere è un'irriducibile professione di speranza. Scrivere è un audace atto di resistenza, compiuto dall'animo indomito di chi non ha alcuna intenzione di arrendersi, di chi ha voglia di lottare fino all'ultimo, fino alla fine. Scrivere è lottare, combattere. Ci vuole il fegato, ci vuole l'anima, ci vuole il coraggio. Ci vuole presunzione, a voler essere onesti. Scrivere è un'azione temeraria, spericolata, eroica. Scrivere è illudersi anche un po', però per scrivere bisogna crederci davvero.
Bisogna credere incrollabilmente nel genere umano, bisogna convincersi che ne valga la pena. Bisogna credere che un senso ci sia o, perlomeno, che valga la pena di cercarlo. Bisogna credere nella possibilità di un mondo migliore, che valga la pena di lottare per esso. 
Scrivere è sperare che ci sia qualcuno che possa capire, che ci sia qualcosa da capire, che ci sia qualcosa da spiegare. Scrivere è credere di essere depositari di un qualche pezzo di mondo, che è patrimonio degli uomini e che gli altri devono poter conoscere, attraverso di noi, attraverso parole che abbiamo solo il compito di cercare e di trovare, perché al mondo ci sono già. Bisogna inflarsi nel buio, buttarsi a testa in giù, non aver paura di perdersi e farsi male per trovarle. Quindi tesserle una con l'altra con cura e precisione tali da farle diventare le nostre parole. Le nostre parole che gli altri devono assolutamente leggere. Qualcuno capirà.