sabato 1 luglio 2017

La truffa del futuro in politica

I nuovi politici non si guardano indietro. Hanno lo sguardo puntato in avanti, in direzione del futuro. Lo guardano e lo vedono. E vedendolo loro, riescono a mostrarlo anche a noi. Attraverso il loro sguardo, fisso in avanti, un mondo nuovo ci si aprirà davanti. Incerto, ma pulito dagli inganni avrebbe continuato Pierangelo Bertoli. ( Voglia di libertà 1985
A differenza di quello cantato da Bertoli, il mondo nuovo dei nuovi politici è sì incerto, obiettivamente, ma pulito dagli inganni...be'...non esattamente. Se non altro, dipende dagli occhi di guarda. Qualcuno pur ci crede ai nuovi politici, qualcuno di essi, oltralpe, vince persino le elezioni. Qui in Italia è più complicato, ma perlomeno a vincere le Primarie ci si arriva. Che poi non è neanche vero che i nuovi politici parlino proprio tutti uguale uguale, dicano esattamente le stesse identiche cose. Guardano nella stessa direzione, pensano sempre al futuro, fanno o vogliono fare le stesse politiche (qualcuno con minore riuscita, qualcuno con una maggiore) ma delle percepibili differenze nei concetti e nella esposizione di essi pur esiste. Ammettiamolo, per quello che conta. Perché conta poco. Quello che davvero conta, in sostanza, non è se Macron magari sia un politico più raffinato e avveduto e se Renzi, magari, sia una mezza pippa (sempre in termini di raffinatezza e avvedutezza politica parlando). La sostanza è che coloro che dissentono, coloro che effettivamente si oppongono o semplicemente ne hanno in animo, coloro che non vi credono, tendenzialmente sono da essi destinati ad essere liquidati come scorie del passato, negazionisti del mondo nuovo, negatori e sottrattori del futuro. Nostalgici, per rimanere alla stretta attualità e ad una definizione obiettivamente più docile.
Come se, in politica, futuro e nostalgia fossero categorie che avessero un senso qualsiasi. Fosse così, ma invece non ce l'hanno. Invece è una truffa. Tanto per cominciare, il passato, in politica come dappertutto, è necessario per interpretare il presente e provare a programmare il futuro. E, tanto per finire, il futuro, in politica, è un guscio vuoto. Va riempito di contenuti, di progetti, di idee, di ideali innazitutto. Senza questo blaterare di futuro vuol dire blaterare di nulla, proclamarsi apostoli del futuro significa essere degli impostori. 
Perché, per esempio, quando io nacqui, un politico che avesse visto il mondo nuovo che mi si apriva davanti, avesse visto il futuro, avrebbe dovuto vedere che poco più di 30 anni dopo esso sarebbe stato un mondo in cui le disuguaglianze economiche nella popolazione sarebbero aumentate e incruditesi tristemente. In cui le opportunità di occupazione e di realizzazione professionale sarebbero diventate sicuramente più complesse. In cui la mobilità sociale sarebbe drammaticamente diminuita. In cui la partecipazione politica e l'effettiva rappresentanza dei cittadini da parte della classe politica si sarebbe ulteriormente incrinata. E mi fermo qui, si potrebbe pure continuare, ma mi pare già abbastanza. Poi, certo, qualcosa è migliorata, in qualcosa sono stati fatti dei passi avanti. Quindi, cosa avrebbe significato 30 anni fa parlare di futuro? Niente. Al contrario, avrebbe significato parlare di diseguaglianza, di giustizia sociale, di politiche di investimenti e di ricerca per sostenere una perequata crescita economica, di stato sociale. Per esempio. E cosa significa, oggi, parlare di futuro? Lo stesso identico niente. Il futuro è un guscio vuoto che proprio la politica deve riempire di contenuti, idee e ideali. Che continuano ad essere e continuano a riguardare diseguaglianza, giustizia sociale e le altre cose di cui sopra. Soprattutto se si è di sinistra. E, soprattutto, se si è di sinistra, parlandone e affrontandole in un certo modo. 
Allora, cari nuovi politici, chiunque voi siate, lasciate perdere il futuro, il passato, la nostalgia. Il tempo corre in avanti da solo, non va all'indietro, non c'è bisogno per questo del vostro intervento. Il mondo va avanti da solo, fidatevi. Voi pensate piuttosto a che tipo di mondo volete costruire. Non prendeteci per il culo.

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