lunedì 14 novembre 2016

La Riforma alla scapece

Lo so che non ne potete più. Ve l'hanno fatte alla pizzaiola, lo so. Lo so perché pure a me. A me, in verità, alla scapece, ad essere più preciso e onesto possibile. 
Sono partiti più di un anno fa. Si facevano le comunali e quello un po' fischiettava e un po' ci  dava giù di referendum. In anteprima. Poi ha preso una randellata sui reni, di quelle tirate a due mani (una randellata bimane diciamo) e per un po' si è acquietato. Ma era solo una tattica, una di quelle tipicamente sue. Di quelle alla Mourinho di Rignano sull'Arno. Quando la difesa fa acque da tutte le parti, prendi gol uno dietro l'altro e acchiappi pure le pallonate in faccia, un tipico Mourinho di  Rignano sull'Arno, rappresentandosi come fosse seduto sulla panchina della Sangiovannese, che fa? Semplice. Ordina il rinculo totale, immediato e incondizionato. Leva subito qualsiasi parvenza di attaccante e piazza il pullman sociale davanti alla porta. Tanto che tu di certo non "stai sereno", però un po' ti tranquillizzi. Dici la partita è finita, se quello che sta perdendo rinuncia completamente ad attaccare e batte in ritirata in una silenziosa e rilassante difesa della sconfitta, arrivi perfino a pensare positivo. Magari ne usciamo vivi, da questo maledetto referendum, arrivi addirittura a sperare.
E invece quella era, appunto, una tattica. Approfittando del rilassamento generale quello si fionda in forsennati contropiedi, che magari fossero effettivamente contropiedi, sono obiettivamente ripartenze.
Jimmi Messini a destra, Rondolini, Velardi e Chicchi Testi di lato, Boschi e Gruber  al centro all'occorrenza (quando proprio non se ne può fare a meno), Verdini e Alfani da dietro. A sinistra, per la verità nessuno, ma tanto la sinistra, si sa, ormai è libera a prescindere e da quella parte nessuno aspetta nessuno.
E allora è battaglia (di Marzabotto? Non credo. Proprio battaglia battaglia). Il Fronte del Sì contro il Fronte del No. Se voti no, non cambia nulla. Se voti sì, si cambia. Perchè bisogna pur cambiare, come voi ben sapete (specie quest'anno che c'è stata una grande moria delle vacche non compensata certo dalla transumanza di sparute mandrie nei possedimenti di Trump).
Perché non vale nulla se non è una battaglia. Se non è qualcuno contro qualcun altro? Cos'è la politica se non si menano mazzate? Mica è come negli stadi che ci sono i Daspo e la tessera del tifoso? Ma no. Gli ultras non sono buoni negli stadi, in politica sono una cosa grandiosa. Il nuovo contro De Mita, l'amore contro D'Alema, Verdini contro la casta (ops scusate. No questa non mi è venuta bene, non sono mica un genio come Jimmi Messina io. Forse il vecchio Jimmi direbbe Scalfarotto contro la casta. Manco Scalfarotto cotro Scalfari che Eugenio, in fondo, vota sì proprio come il suo amico, il nostro caro vecchio Giorgione).
E allora tu vai per strada e la gente ti addita e ti urla "vergogna". Tu ci rimani male, però allarghi le braccia e dici "e lo so, stamattina mi sono pettinato proprio male", ma quelli, invece, ti rispondono: "ma no, che c'entra? Tu voti insieme a Casapound.Vergogna!" Allora a quel punto tu dici: "che?". Perché tu, nella tua vita, hai fatto di tutto e hai fatto pure un sacco di stronzate però proprio questo problema non te lo sei mai posto: "che cosa ne penserebbe Casapound". No, è proprio una di quelle cose di cui non te n'è mai fregato un cazzo e a chi dice queste cazzate lo prenderesti a calci in culo, perché hanno il coraggio nientemeno di trasportare nel dibattito pubblico Casapound, quando una delle pochissime cose sensate di questo triste mondo è che, storicamente, di quello che pensa e che dice Casapound non frega una benedetta minchia a nessuno.
Fatto sta che, non appena te li sei tolti dai gabbasisi, spunta qualcun altro che dice: "eh, ma tu se voti no spiani la strada alla destra populista, ai Trump d'Italia, a Salvini, al M5S. Non l'hai capito dove siamo? Renzi non ha alternative."
E allora io, dopo che obiettivamente me le hanno fatte davvero alla scapece tra abolizioni del Cnel, diminuzioni di numeri dei politici, superamenti di bicameralismi paritari, riforme di Titolo V, e dall'altra parte, di combinati disposti, di bicameralismi confusi, di articoli 70, di schede del Senato, mi alzo e dico: "Bravo. Siamo nella merda. Ed è proprio per questo che, quando si sta nella merda, tutto si fa tranne che cambiare la Costituzione. Perchè la Costituzione (se non sapete quello che è e non avete capito un tubo quando ve l'ha spiegato Zagrebelski, impegnatevi un po' di più e leggetevelo bene, pure su Internet, che io certo non perdo tempo a rispiegarvelo) è proprio quella cosa che ci salva in circostanze come queste. Quando il Parlamento è ridotto in queste condizioni, quando i partiti sono alla frutta, quando la pratica politica è arrivata al punto di degenerazione che ognuno di voi ha davanti agli occhi e, se non lo vede, non posso che avere pietà di lui. Già, pietà, proprio come disse De Mita a Renzi nel famoso dibattito. Perché non si può avere altro che pietà di uno che, nel pieno empito e impeto della sua famigerata brama di "asfaltatore", si va a scegliere come bersaglio un vecchio di 88 anni, ex leader di un partito che non esiste più da almeno 25 anni. Bah. 
La legge fondamentale non me la faccio certo cambiare da questi, che vogliono prendere il Senato della Repubblica e non hanno manco ancora capito bene se vogliono trasformarlo in un'allegra sezione del dopolavoro ferroviario, in un ente per l'organizzazione delle sagre di paese o, magari, in un ridente salone in cui organizzare tornei di Texas Hold'em. Perchè dice che bisogna superare il bicameralismo perfetto, perchè dice sempre che il problema che fanno una massa di leggi schifose e non fanno una legge degna di questo nome, dipende dal fatto che c'è l'annoso problema della navetta tra Camera e Senato. Poveretti. Come no. 
E poi sono partiti che questa era la riforma che voleva Berlinguer, poi dice che era la riforma che voleva Berlusconi nel 2006, ora dice "come fanno a non votarla gli elettori della Lega e dei 5S che qui dentro ci sono tutte quelle belle cose che loro chiedono da anni." Ma andate a cagare" ( cit. Max Gazzè, la favola di Adamo ed Eva).
Sapete che vi dico? Io mi tengo la nostra Legge fondamentale senza che ci mettiate voi mano. Solo essa, la nostra Costituzione, ci può salvare prima che questa melma travolga tutto. Perchè ci vorrebbe solo e soltanto una bonifica. Di pensiero, di idee, di politica. Presto o tardi che sia, ma prima che arrivi di nuovo qualcuno come tanti anni fa che poi le "bonifiche" le fa lui. A modo suo. Perchè vedete, non a caso, questa è proprio una Costituzione antifascista. Se mi voglio salvare dai nuovi fascismi, proprio come dite voi, non posso fare niente di meglio che tenermi la nostra Costituzione antifascista. Mi dispiace, ma a voi dico no.

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