mercoledì 14 settembre 2016

Maledetti voi

Maledetti voi, onnipresenti spettatori di vite altrui. Maledetti voi, pubblico non pagante che ve ne state lì seduti, proprio come fosse uno spettacolo. E pretendete di sapere quando c'è da applaudire, quando c'è da fischiare. Fate rumore quando e come vi pare, coprite le voci altrui, nascondete le loro facce. Maledetti voi, che c'avete tutti feisbuck, e le vite altrui le recensite pure. Scrivete quello che è giusto, quello che è sbagliato, quello che è morale, quello che è immorale, quello che perde, quello che vince. Voi, che in realtà non capite un cazzo, voi che la cosa di cui avete maggiore consapevolezza è la vostra propria ignoranza, perché quella è un'evidenza che non sfugge neanche all'uomo inconsapevole. E, però, impiegate le vostre migliore energie per sfuggirla questa consapevolezza, probabilmente l'unica che possedete. E giudicate, e recensite, e scrivete, scrivete, scrivete, scrivete.
Maledetti voi, che vi state allargando così tanto che avete finito per occupare pure le redazioni dei giornali, televisivi, cartacei e on line che siano. Ormai quel terrificante mostro senza testa, che qualcuno chiamò opinione pubblica, è in mano vostra, voi che siete solo insignificanti passivi spettatori, sterminato pubblico di vite altrui.
Maledetti voi, che non avete ragione, non avete sentimento. E non avete neanche rispetto. 
Seduti sulle vostre sedie assistete al suicidio in diretta, proprio sulla stessa sedia su cui assistite a tutto il resto. Compresi i filmini porno. Applaudite, fischiate, vi toccate e dopo recensite. Scrivete anche la vostra recensione sul suicidio. 
Maledetti voi, che siete così stupidi che proprio non riuscite a capire che non è affare vostro. Che voi non sapete niente, non capite niente e le vostre parole sono il suono di milioni di forchette che stridono su altrettanti piatti. Contemporaneamente.
Maledetti voi, che dovreste almeno capire che non è tutto uno spettacolo. Che la vostra presenza non è gradita. Abbandonate gli spalti, in silenzio. Almeno ora che è così evidente che qualcuno non sopporta più la presenza di spettatori nella sua vita. Tanto da averla lasciata, la vita.

* il titolo è preso a prestito da una canzone di Luca Moro: Maledetti voi

Nessun commento:

Posta un commento