venerdì 1 luglio 2016

Il ritmo nel calcio, pensando a Italia-Germania

Il calcio può essere tante cose. Un sentimento, una fuga d'amore, intrattenimento. Proprio come in quella canzone di De Gregori. Poco conta se, in quel caso, il soggetto fosse la religione e non il calcio.  Perché il calcio può essere pure una religione. L'oppio dei popoli, quando ormai Marx non se lo fila più nessuno.
E, in fondo, se abbiamo un po' di fantasia e una dose industriale di buona volontà, il calcio può essere pure musica. Musica pop, ovviamente. Perché il calcio può essere tante cose, ma tutte rigorosamente pop. 
Penso a Italia-Germania e il calcio, inteso come musica, m'induce a cattivi pensieri riguardo 'Ndonio Conte e la sua squadra. C'è una differenza sostanziale tra l'imbolsita Spagna di Del Bosque, spazzata via lunedì anche al di là del punteggio, e questa Germania del controverso Joachim Löw. 
Questa differenza è il ritmo.  E non è mica una cosa da poco. Il ritmo nel calcio ormai conta quasi come come nella musica. 
Il ritmo della Spagna era così lento, che ti verrebbe quasi la tentazione di paragonarla ad una canzone di Julio Iglesias. Siamo fuori contesto, fuori tempo, e pesantemente ingenerosi con campioni come Iniesta, Fabregas, Piqué, Sergio Ramos che hanno dominato la scena del calcio contemporaneo a livello di club e di nazionale. E non certo ai tempi di Julio Iglesias , ma proprio mentre sto scrivendo. Magari non stamattina, ma ieri notte sì. Barcellona e Real Madrid si sono aggiudicate le ultime due Champions League e gli spagnoli, a questo Europeo, erano campioni in carica. Eppure, ora come ora, le furie rosse sono maledettamente lente. 
Se non vogliamo degenerare nel sacrilegio, lasciamo perdere Julio Iglesias, e prendiamo un gruppo rock di vostro gradimento, uno di quelli che la storia della musica pop l'hanno scritta. Questa Spagna è come la ballata romantica del leggendario gruppo rock a vostra scelta, così romantica da divenire quasi malinconica.
Il ritmo della Germania è ben altra cosa. Ti avvolge, ti trasporta, ti trascina e infine ti travolge. Un ritmo che, se penso a una canzone tedesca contemporanea, non me ne vengono in mente, specie per la mia ignoranza del panorama musicale teutonico. 
E la cosa strana è che mi viene in mente una canzone del 1983, cantata da una ragazza tedesca di un fascino quasi ipnotico, e mentre la ascolto ci vedo nitidamente la Germania del 2016, che temo ci farà un mazzo tanto. La Germania di Nena, che canta 99 Luftballons. 
Tra Nena e 'Ndonio Conte, obiettivamente, non c'è partita e rischio di mettermi pure a tifare per la Germania. E non mi pare il caso.
Convengo che questa faccenda del calcio inteso come musica mi ha preso un po' la mano. Tra l'altro il ritmo dell'Italia quale sarebbe? Un ritmo aggressivo, entusiasta di se stesso al punto che rischia di entusiasmare anche te. Tipo Life is Life degli Opus, 1984. Un anno dopo Nena. Niente da fare, devo averci una passione inconfessata e misteriosa per gli anni '80.   
Ad ogni modo, trasportato nella contemporaneità, è buono pure il ritmo dell'Italia. Il fatto è che per riuscire ad imporre il prorio ritmo, non bisogna farsi avvolgere dal ritmo degli avversari. Lasciando faticosamente da parte il fascino di Nena, bisogna pure considerare la  molto probabile assenza di De Rossi. E bisogna considerare, soprattutto, che la struttura tattica della Germania, imperniata su due centrocampisti di livello mondiale, di riconosciuta complementarità tecnica come Kroos e Khedira, e appoggiata su una batteria di trequartisti che contempla freschezza ed esuberanza tecnica atletica in Draxler e Muller e genialità in Ozil, pare fatta apposta per dettarlo il ritmo, e non per farselo dettare. Una volta risolto l'equivoco tattico del vertice avanzato, che una volta si chiamava centravanti e ora non più, ma conviene comunque che ad un centravanti ci assomigli. Tipo Mario Gomez.
La lentezza romantica e un po' malinconica della Spagna ha finito per essere travolta dal ritmo entusiasta, esntusiasmato e, a un certo punto, entusiasmante dei nostri. 
Stavolta il rischio è che il ritmo lo facciano gli altri.

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