sabato 14 maggio 2016

La postilla

Le mie opinioni impopolari su Sarri meritano una postilla. Non certo perché io aspiri ad una maggiore popolarità. Aspiro, se mai, ad un ideale di chiarezza.
Un ideale di chiarezza che, nella sua intransigenza, m'induce a dimostrare che non è un atto d'ingiustizia sommaria togliere una panchina a un brav'uomo che ha dimostrato di meritarsela. Ognuno nella vita dovrebbe avere ciò che si merita. Eppure non avviene. Del resto se la Terra fosse un luogo dove riesca a regnare la Giustizia, le religioni non esisterebbero. D'altronde, nel caso specifico, la panchina del Napoli è una e, se dovessero sederci tutti quelli che potrebbero meritarla, essa dovrebbe essere parecchio più lunga.
Il punto è che pur condividendo con il mitico Enrico Varriale l'opinione che Sarri abbia fatto benissimo, non devo necessariamente giungere a convincermi che un altro non possa fare meglio. Tanto più che me lo impedisce un fatto preciso. Ad Empoli Sarri ha fatto benissimo, quest'anno al suo posto è giunto Giampaolo e ha fatto ancora meglio.
Il medesimo ideale di chiarezza m'induce anche a penetrare meglio la questione nel merito, direbbero quelli che parlano seriamente. E nel merito andrebbe riconosciuto che Sarri ha fatto un ottimo lavoro, ma non ha compiuto certo un miracolo. Il Napoli, di per sé, è una squadra che possiede dei valori tecnici straordinari. E questa, se vogliamo chiamarla opinione, dobbiamo dire che risulta pienamente suffragata dai fatti.
Il nostro mister, infatti, non si è trovato precisamente nelle condizioni di un tizio che si è trovato lì, a dover costruire qualcosa da zero. L'ossatura di questa squadra ha cominciato a strutturarsi e a comporsi con una certa nettezza, quasi due anni orsono. Quando su quella panchina si è seduto il vituperato Rafa Benitez e con lui sono giunti alcuni dei punti di forza della squadra attuale. Per rinfrescare la memoria dei più distratti, ricordiamo che quella squadra fece nientemeno che 12 punti in un girone di Champions League (Arsenal, Borussia Dortmund e Marsiglia e non roba da ridere) e 78 punti in campionato. Scusate se è poco.
Poi negli occhi è rimasto lo sfilacciamento progressivo della scorsa stagione, deteriorata dal processo di logoramento tra tecnico, società e calciatori,  che dall'agosto 2014 ha continuato implacabilmente il suo decorso, risultando insanabile a fine stagione. Eppure anche quella squadra senza Reina, Allan e Hysaj è arrivata alle semifinali di Europa League. E, con un guardialinee onesto e con l'Higuain originale piuttosto che la sua versione farlocca nella sfida contro il Dnipro, avrebbe potuto comunque raccontare una storia molto diversa.

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