martedì 28 luglio 2015

Pensierino mattutino come quando pensi di primo mattino


Le ragazze belle le guardi camminare. Il loro incedere ti sembra delicato anche quando non lo è, il loro passo ti sembra lieve anche quando stanno fuggendo. Te ne accorgi quando ti camminano addosso, quando passano sopra di te  e vanno oltre, senza neanche voltarsi per guardare te e per guardare indietro. Te ne accorgi. Quando camminano sopra di te, il loro incedere ha la pesantezza di un elefante. Quando ciò da cui stanno fuggendo sei tu, ti accorgi che il loro passo è frenetico, insensato.

giovedì 23 luglio 2015

Articolo 1

La libertà è condizione umana cui ogni appartenente alla nostra specie anela. Ne esistono declinazioni tra le più disparate e varie. Ognuno dà alla libertà il senso che vuole e riesce a darvi. Tutti ne avrebbero diritto. Eppure risulta evidente che essa non è disponibile per tutti in  egual modo. Ci sono uomini e donne a cui fin dalla nascita è negato ciò che per altri risulta disponibile e scontato. Non esiste ingiustizia più atroce. Conquistarsi uno spiraglio di libertà e riuscire a respirare fuori da ogni gabbia, dentro cui qualsiasi destino di schiavitù e dipendenza possa essere imprigionato, è l'attività umana degna di maggior rispetto e intrisa del valore più elevato. Fare il lavoro che si sceglie di fare nelle condizioni in cui si vuole farlo è uno dei tentativi più riusciti per conquistarsi questo spiraglio ed uscire fuori da ogni gabbia.

lunedì 6 luglio 2015

La domanda

Se siamo in un mercato dobbiamo prenderne atto. Non possiamo comportarci come se fossimo in un'università perchè in un mercato le regole di comportamento e le leggi sono diverse. Non siamo neanche in una palestra, nè su una pedana olimpica, le leggi dello sport non valgono. Non siamo neanche al mare, non possiamo mica aspettarci di guardarci intorno e ammirare una bella donna in costume? In un mercato vigono leggi precise. Bisogna adeguarsi e sottostare a queste leggi precise se non si vuole soccombere. Se si vuol continuare a vivere. Ebbene le legge fondamentale, voi m'insegnate, riguarda la domanda e l'offerta. Sono due variabili strettamente e direttamente dipendenti. Si tratta di un modello matematico preciso. Serve a determinare il prezzo. Quando tutto funziona secondo le regole. Secondo il modello. Quando invece c'è qualcosa che s'inceppa, accadono cose strane. Succede a volte che ci sia una domanda forte, direi addirittura inesorabile di cose che non hanno prezzo. E succede che l'offerta latiti paurosamente, sia inadeguata, largamente insufficiente. Addirittura inesistente. Forse proprio perchè si domandano cose che non hanno prezzo e allora chi offre non avrebbe nulla da guadagnarci. In senso monetario. E allora s'innescano dinamiche strane al punto che si giunge ad indire un referendum in Grecia. La domanda, appunto. 
Da questo referendum, prima di tutto, nasce una domanda, stavolta intesa proprio come quesito, come quelle cose che terminano con un punto interrogativo. Essa è: ma gli Stati e le Istituzioni democratiche sovranazionali, una a caso l'Europa, ha senso ed è ammissibile si comportino esattamente come semplici e puri attori di un totalizzante e sterminato mercato? Questa è una domanda che i cittadini greci e con essi tutti quelli che da ogni parte d'Europa hanno seguito la vicenda del referendum urlano forte, esigendo una risposta. 
Poi c'è l'altro tipo di domanda, quella che esige un'offerta che non ha prezzo. Ed è una domanda di politica. Nel senso etimologico. Nel senso greco, appunto. Per chi non lo sapesse quella specifica attività umana che serve a governare le società, a costruire opportunità per i cittadini, a realizzare giustizia ed equità, a far funzionare la vita civile di una comunità. A soppiantare e a sostituirsi alla legge della giungla, secondo cui il più forte prevale incontrastabilmente e il più debole soccombe. Gli Stati e l'Unione Europea devono, per loro natura, rappresentare e produrre un'offerta capace di soddisfare questa domanda.