mercoledì 10 giugno 2015

Abitudini televisive degli Italiani



Dare la colpa a qualcun altro è un esercizio così facile che tutti possono riuscirci. Una di quelle cose che potete comodamente fare seduti dal divano di casa vostra. Ancor più facile che replicare una ricetta proposta da Benedetta Parodi.  Per dare la colpa a qualcuno non c’è bisogno di staccarsi neanche dalla tv e di alzarsi dal divano, mentre per replicare una ricetta di Benedetta Parodi bisogna alzarsi, andare in cucina e se poi ci si rende conto di non avere gli ingredienti  in frigorifero, bisogna addirittura uscire per fare spesa. Non semplice come decidere di piantarla col buonismo e dire basta all’immigrazione selvaggia di costoro che vengono a rubarvi non più neanche il lavoro, che quello ormai è un puro optional, ma vengono a occupare le vostre case o addirittura ad usurpare le camere d’albergo, magari non proprio vostre ma di qualche vostro amico. Ben pagato dallo Stato, per carità, ma vi pare giusto che lo Stato spenda così i vostri soldi?  Dite basta e battete il pugno sul bracciolo del divano, non c’è bisogno neanche di andare a fare le ronde ché ormai non ve le chiedono più. Facilissimo. Ancor meno complicato che partecipare al televoto di un talent show. Perché per  televotare bisogna scegliere chi vi piace di più e, oltretutto, il televoto tendenzialmente si paga. Dare addosso al clandestino dal divano di casa propria, invece, non costa nulla. Vi rimette in pace con voi stessi e col vostro Paese,  v’inebria anche di un conturbante sentimento di patriottismo. E poi vi rilassa. Magari non vi appassiona come le emozionanti sessioni notturne alla caccia del mostro assassino nascosto dentro al plastico, ma quell'altro esercizio ha un effetto più taumaturgico sulla vostra coscienza. Perché quando tirano fuori il mostro del plastico e voi vi convincete che è lui, poi magari salta fuori qualcuno che dice che non è così. Qualcuno che insinua che la verità sia più complessa e che le cose non sono così come sembrano. I mostri del plastico hanno quasi sempre un buon avvocato, i clandestini invece no.  Con i clandestini basta dire “no al buonismo” e potete smontare ogni velleità di difesa. Facilissimo.  
Pensate, invece, come sarebbe difficile alzarsi dal divano. La fatica che vi costerebbe usare davvero il cervello e cercare di capire il mondo. Acquisire davvero consapevolezza di dove risiedano le ingiustizie e di quali sono davvero i vostri diritti negati.  Capire chi è, davvero, che ve li nega e combattere per riconquistarli. Alzare la testa. Leggere qualche libro in più. Partecipare alla vita politica e ribellarsi a chi vi confina sul divano di casa vostra a ingozzarvi delle loro cretinate. Essere liberi. Costa tanta fatica. Troppa. Vi conviene?                        

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