domenica 1 febbraio 2015

Acqua sporca

Non so neanche più bene come si fa. O forse non so illudermi di saperlo fare. Chè, pure per illudersi, ci vuol talento. Bisogna saperlo fare. Non aver talento e illudersi di averlo. Bisogna conoscere il trucco. E saperlo fare davanti agli altri. Chè ti dimentichi prima tu che c'è il trucco, che hai in mano un mazzo di carte di soli assi bastoni e che a riuscire nel tuo gioco sarebbe buono anche un bambino dell'asilo. Te ne scordi. Se hai così talento da dimenticartene e da illuderti che sei tu ad essere capace di riuscirci, di sicuro puoi farlo anche davanti agli altri e probabilmente neanche gli altri si accorgeranno del trucco. 
Quando si è privi di talento, bisogna possedere il talento d'illudersi di avercelo e provare ad illudere anche gli altri. Magari qualcuno ci casca.
Con me non ci casca mai nessuno. Chè io non sono capace. Sono troppo diffidente. Possiedo quella speciale capacità dell'intelligenza, quella insidiosa furbizia che mi permette di non farmi fesso da solo. Non potrò mai darmela a bere, figurarsi se ci casco. Nemmeno ci provo più, sarebbe inutile. Con me il trucco non funziona. E allora neanche voi mi credete.
Per alcuni di voi non sono abbastanza leggero, per altri ho poca consistenza, per alcuni non riesco ad essere aeriforme, una mia amica crede che io sono un gas nocivo.
Ma poi cosa voglio dire, cosa voglio? Le mie parole sgorgano come acqua sporca da un rubinetto che è meglio tenere chiuso. Chè tanto ne avete tanti altri per casa, che l'acqua che esce da lì pare buona. E poi si può sempre comprare l'acqua Panna. Il rubinetto delle mie parole non apriamolo mai, teniamolo chiuso. Nessuno morirà di sete, c'è altra acqua che si può bere.
L'acqua di quelli che non sono capaci di prendersi per il culo da soli è sporca.

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