venerdì 24 ottobre 2014

Solitary road

Mi piace camminare per strade solitarie. Oggi l'ho fatto. Le so riconoscere. C'è ancora vita lì dentro, anche se ti puoi facilmente ingannare che non sia così. Per certe strade solitarie la vita sembra davvero scomparire, assentarsi. Pare essersi fermata prima di lì e ricominciare subito dopo. Alla fine della strada. Ed è proprio questo che me le fa preferire. A volte. In certe strade solitarie puoi finalmente assentarti un attimo dal mondo. Fermarlo. Farlo smettere di girare. E per un attimo esisti solo tu. Il mondo sei tu, la vita sei tu. Fino alla fine della strada.
Ogni strada solitaria che si rispetti ha un muro alto e chiaro che la costeggia. Anche quella nella quale oggi mi sono addentrato. Freddo e insensibile. Specie in una giornata come questa, bagnate da un sole triste e corrucciato. Ho guardato su quel muro, credendo di trovare la mia ombra. Ma quell'ombra non ero io. Me ne sono accorto subito, malgrado la difficoltà che trovo nel riconoscermi. Non ero io, perchè eri tu. E a te ti riconoscerei comunque e dovunque. Per un attimo tutto mi è sembrato ricominciare a girare nel verso giusto, però anche un tipo come me, "uno che vuol pensare di volare" come mi dicesti tu un giorno, sa rendersi conto della differenza tra un'ombra e una persona. Allora ho avuto paura. Ho riguardato sul muro ed ora le ombre erano almeno tre. E prima che potessi riconoscerle, ho smesso di guardare. Ho affrettato il passo, correvo quasi per scappare da quella strada, arrivare in fondo. Alla fine della strada il mondo è cominciato come prima. Alla fine della strada tu non c'eri. Però, io ti cercavo.

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