lunedì 4 giugno 2012

Uscite fuori luogo e parate fuori tempo





Proprio quando la “parata del 2 giugno” è scomparsa dalla hit parade delle polemiche della settimana mi è venuto in mente di dedicare una fugace parte dei miei pensieri all’argomento. Oramai questi batti e ribatti noiosi, questi rimpalli vacui e smorti che, a turno e con cadenza regolare, occupano inutilmente la scena pubblica hanno completamente smesso di catturare la mia attenzione. La polemica infuria e a me fa lo stesso effetto della pubblicità che interrompe un programma che mi piace o dell’intervallo di un minuto nei games dispari delle partite di tennis. Mi distraggo, perdo interesse, tanto che poi a volte dimentico di continuare a seguire il programma o la partita di tennis. Ieri però quelle informazioni che il mio cervello aveva rifiutato di elaborare sono ricomparse in superficie e mi hanno condotto ad un’associazione (non so quanto sia presuntuoso chiamarla di “idee”, quindi evito di farlo). Avevo sentito che la spesa dello Stato per la tanto dibattuta parata militare del 2 giugno si aggirava sui 2,5 milioni di euro. Per divertirsi in scommesse a Buffon è bastato un milione di euro in meno. Così, tanto per fare un confronto, per stabilire un un’unita di misura: le scommesse di Buffon costano  circa 2/3 di parata. Lascio a voi trarre le riflessioni e le considerazioni in proposito che più vi aggradano. Tralascio anche di esercitarmi nel fin troppo facile gioco linguistico che piacerebbe ai “maligni”,  individuando in 2,5 milioni il costo della parata e in 1,5 milioni il costo di una "non parata".  In questo caso oltre ad essere meno costosa, la “non parata” sarebbe decisamente molto più remunerativa. Si tratterebbe di un’autentica sperequazione. Io mi dissocio da queste interpretazioni, sono insinuazioni malevoli che non mi appartengono. Io, notoriamente, sono “buono” quasi quanto Fabio Fazio.
Oggi intanto il presidente Napolitano ha inteso incoraggiare la Nazionale e con essa lo spirito patriottico degli sportivi italici, manifestando la propria vicinanza di spirito e di corpo ai colori azzurri. Il 10 giugno il Capo dello Stato sarà a Danzica per Italia-Spagna.
Caso vuole che La7 lo scorso sabato sera abbia trasmesso la finale Italia-Germania. Quella con Pertini in tribuna che balzava in piedi ad ogni gol degli azzurri e che al terzo gol, con un sorriso che a distanza di trent’anni a guardarlo contagia ancora, si rivolge con indice e pollice tesi al cancelliere Schmidt: “non c’è più trippa per gatti”.  E allora pensi che in fondo è vero che il calcio è il gioco più bello del mondo, e pensi a quant’era bella e forte quella Nazionale. Che poi gli scandali, i sospetti , gli imbrogli sono sempre esistiti. In quel caso qualcuno disse che la qualificazione al turno successivo ce la conquistammo fuori dal rettangolo verde, offrendo una manciata di euro al Camerun e al suo pittoresco portiere N’Kono. Oliviero Beha ci scrisse anche un libro, dal titolo Mundial gate. Il libro fu stampato, ma poi non fu messo in vendita. Quei momenti, quelle immagini sono rimaste però ancora lì, niente ha potuto sporcarne la purezza e inficiarne il sentimento collettivo di gioia che evocano.
Poi ripenso a Buffon, alla Nazionale, ad Euro 2012 e stavolta associazioni non me ne vengono. Ripasso a voi la palla e lascio che ognuno tragga le riflessioni e le considerazioni che preferisce.


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