martedì 22 maggio 2012

Questi fantasmi


Periodo di bombole fatte esplodere davanti alle scuole per ammazzare ragazze, periodo di terra che trema e di uomini che sudano il salario e la vita, morti di notte sotto a capannoni crollati, periodo di troppi suicidi e nessuna statistica è adatta a misurare la disperazione e la tragedia.
Le parole si muovono in questo spazio ormai sempre più angusto e sempre più invivibile. Le parole lo saturano, lo rendono irrespirabile. Le parole a volte perdono di senso e diventano solo un ulteriore peso sull’anima. Le parole a volte smettono di vivere e diventano solo una stanca recita, una consunta messa in scena.
Francesco Merlo scriveva sabato per il quotidiano “la Repubblica”, dopo l’insopportabile crimine compiuto a Brindisi: - oggi anche la scrittura più sincera e retorica e anche le mie parole sono diventate cieche-.
A distanza di tre giorni si brancola ancora nel buio. Qualcuno prova a sbattere qualche mostro in prima pagina, gli inquirenti si confondono e ci confondono, sorgono conflitti di competenza, il sindaco di Brindisi si preoccupa che la città esca dai cataloghi Valtour.
Qualcuno ha attaccato lo Stato e lo Stato risponde come può. La risposta è che: “ si tratta di un gesto isolato, di un dissociato, di un  disadattato.” Il mostro è sempre la figura ideale per esorcizzare paure ben più profonde, per allontanare i fantasmi. Il procuratore di Brindisi già domenica mattina sfoderava addirittura un abbozzo di profilo psicologico del colpevole. E poi c’è anche un video.
Solo che ieri si diffonde nome e identità di un tizio, si diffonde l’idea che sia lui il colpevole, ma poi viene rilasciato e la Procura dichiara: “al momento non c’è nessun arrestato, neanche nessun indagato”. L’unica certezza del procuratore è che la mafia non c’entra, ne’ alcun altra entità spaventosa. Per ora la risposta dello Stato è esorcizzare i fantasmi. Per la verità ci sarà tempo. Il tempo per aspettare la verità in Italia non scade mai per chi piange i morti delle bombe, degli attentati, degli aerei disintegrati senza motivo apparente.
Sono troppi coloro che la verità l’hanno attesa invano da troppo, troppo tempo.

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